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Datacenter Aruba: incendio nel DC o sui siti di informazione? E' veramente ipotizzabile una class action?

Author Antonio Angelino    CategoryCategoria: News IT   TagTag: Aruba, class action, codacons, datacenter, giornali, incendio, ups.

Arezzo, 29 aprile 2011

Alle h. 04:30, un corto circuito avvenuto all’interno degli armadi batterie a servizio dei sistemi UPS della Server Farm aretina di Aruba ha causato un principio di incendio: è immediatamente entrato in funzione il sistema di rilevamento incendi che in sequenza spegne il condizionamento e attiva il sistema di estinzione.

Poiché il fumo sprigionato dalla combustione della plastica delle batterie ha invaso completamente i locali della struttura, il sistema ha interpretato la persistenza di fumo come una prosecuzione dell’incendio e ha tolto automaticamente l’energia elettrica. Confermiamo che nessun danno è stato arrecato ai server e agli storage che ospitano i contenuti dei nostri clienti e alle persone presenti in azienda. Non si è verificata alcuna perdita di dati.

L’azienda ha prontamente risposto all’evento in collaborazione con i vigili del fuoco di Arezzo, che ringraziamo vivamente, ma e’ stato possibile accedere ai locali solo dopo due ore dall’estinzione dell’incendio a causa del fumo presente. Solo a questo punto il nostro personale tecnico ha potuto attivare la prevista procedura di emergenza che ha consentito il ripristino in breve tempo dell’alimentazione di due delle tre sale server del data center: precisamente, alle h.10:30 la prima sala server è tornata attiva, la seconda è stata rimessa in funzione attorno a mezzogiorno. Alle h.15:30 è stata ripristinata l’alimentazione completa dell’intera server farm. Oltre cento persone hanno lavorato per ridurre al minimo il disservizio.

Allo stato attuale risultano da completare i lavori di sostituzione di tutte le batterie (oltre 1200) e di tutti gli UPS con sistemi di altra marca. Queste attività proseguiranno ininterrottamente per tutto il weekend. I tecnici della società Eaton, fornitrice dei gruppi UPS, delle relative batterie e del servizio di manutenzione, stanno svolgendo le indagini necessarie ad individuare l’esatta causa del guasto. Inoltre, nonostante sia consuetudine installare le batterie all’interno del data center, per evitare il ripetersi di quanto accaduto, da oggi le batterie del data center di Arezzo e di tutti gli altri data center del Gruppo Aruba saranno installate in appositi locali, esterni e separati dalla struttura principale. I nostri clienti sono stati costantemente aggiornati sull’evoluzione della situazione attraverso il nostro sito di assistenza, la nostra pagina su Facebook e su Twitter.

Mi è sembrato doveroso iniziare questo post riportando integralmente il bollettino rilasciato da Aruba, perché è stata fatta molta disinformazione su quanto accaduto.

Da come avrete potuto leggere, il principio d'incendio è avvenuto nella sala UPS e non sono stati intaccati i server presenti nelle 3 sale dati dell'azienda; diversi giornalisti e blogger, non appena appresa la notizia, hanno utilizzato titoli oltremodo allarmanti per annunciare l'accaduto: "Aruba: webfarm in fiamme", "server a fuoco ad Arezzo" et similia.

Un esempio di cattivo giornalismo ci è stato offerto da Sky TG24; dove il giornalista che ha curato il pezzo non solo ha utilizzato un titolo fuorviante e molto allarmante, ma ha dato prova di non sapere cosa sia un UPS; per capire di cosa sto parlando, date una occhiata all'articolo Aruba.it, a fuoco i server: molti siti vanno offline

Le fiamme hanno coinvolto la zona delle "ups" ovvero le periferiche, senza intaccare la sala dati, creando quindi disagi ai server internet di aziende che utilizzano li stessi di Aruba.  

Qualcuno spieghi a quel giornalista che UPS non è una parolaccia da mettere tra virgolette o, tantomeno, una periferica, dato che non ho ancora visto in webfarm degli UPS farsi quattro chiacchiere con i server presenti. Frown

Oltre ai giornalisti ignoranti, la rete è stata invasa anche da altre categorie di persone:

  • quelli esterofili, che non hanno perso occasione di spalare "cioccolata" (nb. qui sono necessarie le virgolette!) sul made/done in Italy;
  • quelli che scrivono senza capirne niente e tirano in ballo problemi di tutt'altra natura; come il blogger/giornalista di CronacaLive, che, dal problema verificatosi ad aruba, tira in ballo addirittura l'ineguatezza della rete italiana ed il costo della banda Surprised
  • quelli che adesso pretendono risarcimenti milionari per il mancato guadagno causato dallo stop.

 

Commenti

  • Alessandro (non verificato)    Lun, 05/02/2011 - 20:26

    A pensar male si pensa bene! ;)

  • Ritratto di Antonio Angelino
    Antonio Angelino    Mar, 05/03/2011 - 20:12

    Eh si... inoltre se vai sul blog di Rienzi poi puoi leggere certi commenti che sono esilaranti!

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